11 agosto 2009

Pubblicrisi
Notavo due questioni bubbe mentre la crisi financiera infuria.

1) La pubblicità si adatta tanto, un po' perché deve, un po' perché crolla ma un po' sicuramente per fare quelle cose cheppoi viste dopo anni fanno tanto ridere.

Così ho visto alla TV una pubblicità per poveri che, vista tra anni, tutti ridono contenti ed è chiaro il senso historico con cui viene fatta. Le scene (forse anche i bubbi poveri, chissà) sono identiche a quelle di quando si mettevano su le basi della crisi, solo la soluzione-prodotto è diversa.

Oggi come allora si vedono i bubbi che hanno bisogno di soldi subito, che non sanno come fare, che sono vecchi e che sono bubbi. Prima arrivava uno che dava un prestito facile, subito, senza garanzia (mi pare che dicessero) e tutti erano contenti e si compravano le bubberie. Ora la soluzione è "vendi ORO". Vendi bracciali, collane, maschere funerarie, anelli delle tende, medaglie al valore, pomi, statue, denti, ecc., insomma quegli oggetti doro che ogni bubbo ha in casa e ti danno i soldi e compri le bubberie (auspicabilmente non doro, ma si sa comè il bubbo).

2) I stati bubbi hanno deciso di non dare le info sulla crisi al mercato tutte insieme ma di nasconderle a rate (cfr. dottrina liberista e teoria economica per due risate). C'è un accordo mafioso, tutti lo rispettano, il senso è chiaro.

Tuttavia ho notato che c'è un gerontocrate che dice da più tempo che la crisi è finita, semmai è iniziata.

Non mi torna. Perchè non blabla come gli altri stati bubbi? E' rincoglionit* fino al punto da non aver capito il contenuto dell'accordo o non glielo hanno spiegato perché è rincoglionit* e ora si comporta in modo difforme? Credo che ci sia comunque sotto la base di una marginazione duratura e bubba.

Troppo bubbo!