08 febbraio 2012

Tra te e te
 "Dogana: Nessun costo previsto di dogana da pagare.
(eventuale dogana è a carico dell'acquirente)"

L'equivalente aziendale di parlare da soli.

Troppo bubbo!

07 febbraio 2012

De iure exercitatio
Non mi voglio appuntare di quello che sta passando ora che il liberismo selvaggio è stabilmente al potere. Troppe sono le storie di suicidi, prostituzione, miseria, fame e disperazione che, depurate di una riflessione sulle cause, riportano i pigri periodici. Tanto più che siamo appena all'inizio di questo declino e i episodi più drammatici devono ancora passare ad essere quantitativamente rilevanti.

Invece voglio appuntarmi di quello del comico che, secondo l'uso moderno di usare il latino bubboniano, è intervenuto sulla cosa dello ius suolis.

A me già si può capire quanto mene importa, se fossi in condizioni ideali, della nazionalità, tanto più che il liberismo è ben transazionale nelle sue ricette e nella sua furia distruttrice. Ma anche che il bubbo è bubbo indipendentemente da dove era pampino o da dove lo erano i suoi genitori, in ragione della comune bubbità del bubbo.

Tuttavia è vero che la nazionalità serve, esattamente come serve avere la tessera punti al supermercato (come vuole essere la nazione contemporanea) o quella per la palestra dei fighetti che se non la vessi non farei mai la doccia.

Allora è giusto quello dello ius suolis perché le colpe dei padri, di non essere nati nei paesi della democratura selvaggia, non ha ragione di ricadere sui pampini.

E non ha senso ne dire che il problema è sempre un altro, usando la tecnica del girotondo di problemi anziché quella della massa di soluzioni, o che tutto è parte di un complotto oscuro e bubbo.

No, ognitanto ci sono anche cose che bisogna fare per giustizia dato che gli antichi non le hanno fatte.

Però un punto sempre manca in chi cerca solo di ragliare contro il comico per guadagnare qualche voto alla prossima occasione o, almeno, non perderne troppi (sempre che l'elettore non si ricordi della TAV).

I diritti non esistono perché sono sul sito che mette le leggi. I diritti che gli antichi avevano previsto sono tutti sulla carta. Esserci ci sono, ma sono stati resi accuratamente inaccessibili.

Allora non va fatto quello che non basta. Non è che metti lo ius suolis e vaffancul* perché qui vige il liberismo.

Altrimenti sarebbe bubbo, anzi

Troppo bubbo!

[Cheppoi il paradosso è che se uno ha la nazionalità può andarsene in un altra nazione, ma se non celha allora deve rimanere nella nazione che non celha!]
Bubbitatis nomine
"Bubbo Bubbazzi, questo il nome del bubbo, ha bubbeggiato sulla neve"

E' sempre importante che mi segni i segni della bubbità.
Quello di usare per scritto la formula "[NOME], questo il nome [CATEGORIA], blabla" è uno di questi segni inequivoci, anche se non menè del tutto chiara l'orgine e la contorsione mentale e sintattica che la determina.

Comunque bubbo è bubbo, anzi
Troppo bubbo!

06 febbraio 2012

Amici per sempre
Dalle condizioni del contratto dell'operatore [NOME]

"Durata minima del contratto: Illimitata."

Troppo bubbo!
Comunicatio inferi
Stavo cercando una notizia ma delle pizze e miravo che piano piano cè ancora quello della nave.

Mami ha colpito questo avviso diabolico, tutto formale e bubbo:

"[Il tale qui e là su e giù] blablabla
DISPONE
che si dia avviso ai passeggeri e all'equipaggio della nave [NOME NAVE], nonché alle vittime identificate e ancora da identificare
- che in relazione al procedimento blablabla;
- che la copia integrale dell'ordinanza blablabla è pubblicata sui seguenti siti blablabla"

Non vorrei essere quello che viene mandato ad informare le vittime identificate e ancora da identificare (e il cui corpo è ancora da recuperare) che sui siti tali posso comodamente leggere l'ordinanza, mami pare

Troppo bubbo!

05 febbraio 2012

Omnia bubbus nivis
E' proprio impossibile dedicarsi ai commentari acuti quando cè così tanto da fare fuori!

Troppo bubbo!

04 febbraio 2012

Avviso bubbo
Causa neve gli aggiornamenti di questo blog proseguiranno a ritmo ridotto.

Tutti i operatori sono momentaneamente impegnati a trasformare di nascosto i omini di neve in bubbi di neve per spaventare i pampini.

Ci scusiamo per i disagi che tanto non dipendono dalla ns. volontà ma dalla neve e dal fatto di essere bubbi, anzi

Troppo bubbi!

03 febbraio 2012

Magnus status
"liberalizzazione delle sale cinematografiche Non ci sarà [...] la norma che prevedeva autorizzazioni più facili per le sale cinematografiche entro i 3mila posti."

Però!
Allora sarò contento di avere il posto in fila W anziché in fila ZZZZYX.


Troppo bubbo!
Citus status
Miravo che i periodici pizzaioli "spiegano" le nuove bubberie, ma per ridere perché tanto senza vedere di persona il testo vero sono riportate solo ed esclusivamente le bubberie della pubblicità.

Ma due cose mi sembrano più bubbe del solito:

- "CAMBIO DI RESIDENZA E MATRIMONIO: Avverrà in tempo reale."
  E, in ossequio alle sempre tutelanti sentenze di organi molto ma molto costosi, probabilente, se maschi, si potrà cambiare matrimonio in tempo reale anche senza il consenso della nuova "sposa". Comunque non credevo che i fedeli tracopiatori di comunicati stampa strombazzassero il cambio di matrimonio in tempo reale senza nessuno scrupolo, come si usa in religioni anche più ipocrite e più sessiste.

 - "CARTA IDENTITA': La scadenza, per le nuove, è fissata al giorno del compleanno."
  E' anche il giorno in cui i social o i telefoni ti fanno le offerte. Nel perenne tentativo degli stati di sembrare delle tessere a punti che danno piccoli sconti e grosse pene ai cittadini coattivamente associati mi pare normale. Ma non mi si spiego perché lo pubblicizzano come una bella cosa o una riduzione di costi o incremento di vantaggi. Qui bisogna proprio vedere il testo per capire comè.

Ma intanto tutto sembra bubbo, anzi
Troppo bubbo!

02 febbraio 2012

Liao parda
Miravo che qui hanno messo che cè il sondaggio del premio "La he liao parda".
Anche se alcuni sono noti solo tra le tapas, credo, altri servono benissimo a tradurre e a esplicare cosa esattamente vuol dire il nome del premio.

Questo di capire in base a quello che cè nella testa di chi riceve il messaggio, in totale indipendenza dal messaggio che se uno non è pratico magari non lo può capire in base alle parole, è una bella esplicazione pratica della teoria bubba della comunicazione e per questo melo segno.

Ma quello che anche voglio segnarmi è se chi può dire con certezza "La he liao parda" è ipso factis bubbo o se sono concetti magari vicini ma ben distinti.

Ci vuole una riflessione migliore, anche considerando due informazioni estrematamente importanti come questa (o forse il link giusto era questo) e questa, ma qualcosa si può già capire che è no, sono distinti.

Infatti si dice "essere bubbo" perché se uno è bubbo lo è. Ma essere quello che "La he liao parda" può anche essere che non tutto quello che uno fa è di questo livello o che magari non è bubbo ma poi è quello.

E' poi cosa succede dopo che può essere o meno bubbo, fino all'essere criminale o specifico della nazione e del suo sistema di valori medio.

Però sempre è giusto chiedersi se uno è bubbo o anche
Troppo bubbo!

28 gennaio 2012

Precisio bubbis
"Snow forecast: 5.08 mm"

Ad essere rozzo ed approssimativo è il mondo o il programma delle previsioni?

Troppo bubbo!

27 gennaio 2012

Confrontato solutionem
Sono sempre pià stupito dell'impatto di Bubboni nella società. Ovunque si leggono bubberie, lo stile grammaticale di Bubboni è oramai legge su qualsiasi quotidiano e sui libri di esito, addirittura l'uso spropositato del latino (qui usato per non essere responsabili di quello che, non avendo avuto insegnanza scolare, non si può in nessun modo capire) si va diffondendo con le medesime caratteristiche di non capirci nulla o di renderlo incomprensibile.

Però ora anche quello delle tariffe! Mi lagnavo qui che il prezzo del biglietto gianduiotto è più basso di quello della capitale delle tapas, con in più la rogna (per le tapas) di dover viaggiare su quasi 300 km solo di metropolitana. Beh, hanno risolto l'iniquo squilibrio e senza posare neppure un metro di binario.

Troppo bubbo!

26 gennaio 2012

In bilico
Mi appunto quello del passaggio alla società duplicata. L'impossibilità per le nazioni liberiste di gestire quelli che fanno diventare marginali ha il curioso effetto di causare un doppio sistema di delitti e pene.

Mi appunto un esempio recente, dove però non è che dica che non è giusto che mentire al cittadino consumatore sia punito con rigore o che non cè rischio con quello delle etichette (ad esempio la cura che ha l'europ* a non etichettare bene il cibo per animali o quello con gli OGM è simbolo dell'importanza dell'etichetta).

E non dico neppure che i marginalizzati dovrebbero essere tutti maltrattati più di quanto non siano già o quello che esplica anche il motto ma dell'autore che dice "La legge, nella sua maestosa equità, proibisce ai ricchi così come ai poveri di dormire sotto i ponti, mendicare per le strade e rubare il pane.". (L'autore lo diceva un cento anni fa, e il fatto che sembri avere ancora senso è rilevante)

Quello che rilevo è un doppio sistema, quasi una doppia morale, con due storie e due modi di progressare completamente distinti ma che vivono nello stesso organismo sociale è questo è bubbo.

Allora quello che mi chiamava l'attenzione è che hanno sequestrato delle bugie (che, un consumatore accorto già gli viene il dubbio) ma non perché erano marce o troppo grasse. E' che dicevano sull'etichetta che le avevano fatte loro a mano e non era vero ché le avevano fatte gli altri ma a macchina. Poi magari erano anche buone, ma l'etichetta era falsa e ora i criminali sela passeranno male così come i poveri pampini che avrebbero mangiato delle bugie con l'etichetta falsa.

Ma oggi passavo che partono i treni e vendevano dei pani. Ma non col cappellino, i guanti o le pinze e le etichette. Erano in mezzo al marciapiede, con i pani su una specie di sacco della spazzatura e senza tanta etichetta. Erano tanti e da (almeno) mesi che lo fanno.

E' bubbo questo della doppia logica, ma nel suo progressare più che nella sua fotografia. Ma comunque sembra una questione bubba, anzi

Troppo bubba!
Sul posto ma al posto
Non ho mirato la prensa pizzaiola per vedere se la notizia ha creato sconvolgimento e agitazione, come dovrebbe essere, ma melo appunto anche se tutti i piazzioli gli esce dalle orecchie.

I mangiatori di formaggi hanno messo una scuola tra i cini per avere ingenieri che parlino ambo le lingue. Sono usciti i primi 75 e sono tutti contenti.

Mi pare una di quelle cose che hanno tante implicazioni e mescolanze anche perché da un lato è il contrario del nomadismo globale che tanto piace e dall'altro neè una specie di effetto.

Ma comunque ci si ragioni è una cosa bubba, anzi

Troppo bubba!

24 gennaio 2012

Raro malo
Miravo una notizia bubba che sarebbe che una famiglia ha una bambina malata. Ma siccome è una malattia rara nessuna nazione sana di liberismo si sogna di curarla. Fin qui tutto normale e contemporaneo.

Allora si sono organizzati, hanno fatto le lotterie, i spettacoli e le cene e hanno raccolto i soldi. Quindi li hanno dati a un centro di ricerca perché un ricercatore lavori per trovare una cura ma proprio per il male della bambina.

Alle volte gli effetti del liberismo selvaggio sono davvero bubbi, anzi

Troppo bubbi!
¿Quid solutio solutionis?
Ricorre tra i bubbi la leggenda che i virus siano fabbricati da quelli che fanno le cure per i virus. E' una bubberia che ricorre anche per imalanni dei bubbi e non solo per i virus degli ordinatori.

Però miravo agli effetti collaterali di un medicamento per i bubbi. Sono assolutamente identici ai sintomi del male che si suppone che curi.

Tra gli ingredienti c'è anche "acqua". Se gli altri sono l'equivalente di "nulla" inizio a capire come si fa a fare i medicini.

Troppo bubbo!
Lagnationes et beneficium
Il commentario della nota bubbina sulla questione dei prezzi mi ha memorato un punto che poi sono anche andato a controllare sulla prensa delle pizze e, come al solito, era così come ora melo appunto.

La premessa è quello del governo, ma non quello non-votato perché viene dalla luna, ma quello vero che dice che musica si balla nelle moderne democrazie neoliberiste (che già non esiste il primo termine, ma i due giunti non possono mai esistere, comè ovvio conoscendoli).

Ovunque ci sia il controllo della grande destra neoliberista internazionale cè quello delle liberalizzazione e privatizzazioni. Non è nulla di politico o di sporco, è solo che la teoria dice che va fatto sempre e comunque perché così diveneranno tutti ricchi e saranno riconoscenti, mentre la pratica dice che qualcuno diventerà subito più ricco e gli altri non capiranno perché sono diventati subito più poveri ma con meno distrazioni, occupati come sono a cercare di sopravvivere mentre rischiano di perdere cose banali ma a loro modo anche utili come l'acqua, la luce, la salute, la casa e simili gagget socioesistenziali.

Quindi è sempre stupido riconoscere l'esistenza di uno specifico governo o persona concreta che fa così perché è come la ricetta della pizza che se non ti piace non ha senso pensare che uno specifico pizzaiolo l'abbia inventata perché invece viene dagli dei benigni che l'hanno donata ai bubbi quando erano piccoli. Col pizzaiolo puoi lagarti dell'istanza della pizza ma non della ricetta.

Comuque agli uni piace lagnarsi pensando che la causa dei mali abbia un volto e agli altri piace che tutti li acclamano anziché prenderli in giro perché sono solo poveri (non economicamente) burattini con poche frasi preregistrate da ripetere.

Infatti chi manifesta li acclama contro e, sempre nella teoria neoliberista, gli altri li acclamano a favore perché ci credono che risparmieranno e diventeranno tutti ricchi e grassissimi.

Ma, e qui finalmente cè il lato bubbo della cosa, chi non si lagna e chi non lo scrive la prensa è il cuore di tutta la manovra. Perché quelli sono quelli che si sono fatti approvare la legge che si sono scritti dassoli. E, guarda un po', la legge li agevola, li tutela e li beneficia.

Così ancora una volta i pricipi invitano i bubbini a prendere esempio da chi, senza gridare, senza mettersi in mostra, senza che neppure si sappia chi è, poi ottiene esattamente tutte quello che vuole, giustamente a spese dei fracassoni, esibizionisti, molesti ma anche a spese di creduloni, smemorati e bubbi in genere.

Ah, cuanta patientia cum molesti! Et cuanta cura cum amicorum et familii!

Troppo bubbo!

23 gennaio 2012

Confrontato confrontaciones
Miravo che cè discussione sopra la pubblicità della metro nella capitale delle tapas.
I cartelli dicono che il biglietto semplice semplice, che è aumentato a 1.50 euri (e quindi mettono la pubblicità), è più conveneniente di quello di altre città che sono tutti più cari.

Come al solito il confronto è falso, dato che la giungla di prezzi, minutaggi, trasbordi, aree e intercambi non può in nessun modo essere espressata con le banalità necessaria per la pubblicità.
Inoltre i prezzi vanno comparati con il potere d'acquisto ma anche con i costi delle alternative, i costi ambientali, ecc. ecc. quindi non c'è verso di farci una comunicazione onesta.

Vabbé, fin qui sono i soliti trucchetti degli aumenti che sono sempre i più bassi d'europ*, che era tanti anni che non aumentava e tutto.

Però miravo che *nessuno* ha rilevato che il biglietto della città gianduiotta è molto più economico, al punto che non l'hanno messo sul cartello perché sennò perdevano!

Infatti con 1 euro si viaggia per 13,2 km, mentre nelle tapas ci vanno 1,5 euri per poco meno di 300 km di linee! Senza considerare che viaggiare in metro per 300 km difficilmente può essere considerato un vantaggio...

Troppo bubbo!

20 gennaio 2012

Commentarius in Apocalypsin
[Questo post è meno bubbo del solito perché temo che il titolo possa attirare bubbi che cercano di sapere com'è il libro da chi l'ha comprato davvero]

Era tempo che cercavo il "Commentarius in Apocalypsin" del Beato di Liébana per leggermelo con comodo ma avevo già detto della difficoltà di trovarne una edizione adatta. Infatti i pochi orginali dispersi per il mondo sono illustrati con bellissime miniature che hanno attirato gli editori di libri d'arte. Quindi ci sono edizioni di qualità e costosissime ma non certo centrate sul testo e adatte alla lettura, almeno per chi non ha una grandissima familiarità con le grafie dell'VIII-XVI secolo.

In alternativa avevo trovato una sola edizione venduta sui soliti siti ma assolutamente priva di commento o anche solo foto della copertina.
(ISBN messi a casaccio tra Vol. Primvm e Vol. Altervm e copertina dura o blanda 9788824030489 9788824030519 9788824030496 9788824030502)

Qui vorrei appuntarmi cosa c'è in questa edizione e cosa fare se uno vuole capirci qualcosa anche senza essere un esperto (di fama, qualcosina bisogna comunque saperlo o prepararsi ad apprenderlo).

Ho poi capito perché l'edizione era priva di commento su tutti i siti. Credo di aver comprato la copia numero 53, insomma non pare un best-seller su cui tutti vogliono lasciare un parere.

Edito nel 1985 dall'"Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato" contiene il testo latino, senza figure o testo a fronte. Le note danno conto delle variazioni ortografiche, omissioni ed errori riscontrati nei vari originali e di qualche appunto utile per la traduzione. Punto. E' in latino (in stile ecclesiastico corrente, il curatore era vescovo a Madrid) anche l'introduzione.

Tanto per dare l'idea di quanto il testo è in latino si consideri che "Parigi" (per i bubbi è la città nota come la capitale dei formaggi) è scritto "Lutetiae Parisiorum".

E' leggibile da parte di bubbo? Difficile dirlo, anche se il testo è comunque in latino bubboniano non solo per le questioni che tratta e la loro prospettiva ma anche per la competenza grammaticale dei copisti.

Ad esempio "Quae tamen non a me, sed a sanctis patribus quae explanata repperi, ..." ha una nota che indica come "sanctis patribus" sia diventato "sanctorum patrum" in 4 fonti e un musicale "sanctorum patrorum" in un'altra.

Per chi vuole leggere il Commentarius, parlando spagnolo, è meglio l'edizione "Obras completas y complementarias de Beato de Liébana. I: Comentario al Apocalipsis. (ISBN 9788479147327)" e anche il bellissimo "Obras completas y complementarias de Beato de Liébana. II: Documentos de su entorno histórico y literario (ISBN 9788479147501)". Qui c'è un bel commento, il testo latino e la traduzione a fronte (appunto in spagnolo). I documenti del secondo volume sono poi davvero interessanti, insomma non è solo un trucco per vendere sfruttando il nome di richiamo del Beato. Ci sono anche alcune delle miniature riprodotte a colori, non come nelle edizioni d'arte ma qualcosa si vede ed è bello.

Ancora tre note più bubbe:
- il Beato era preoccupato che il mondo finisse nell'800 e cercava nell'Apocalisse le "informazioni pratiche" su come sarebbe stata questa fine. E' curioso che, proprio nel 2012, il Bubboni rilegga questi testi e li capisca a modo suo (anche perché è bene ricordare che non ha mai studiato latino e comunque non capisce bene cosa c'è scritto neanche in altre lingue);
- "Beato de Liébana" non è un nome e cognome. Si tratta di uno sconosciuto antico che viveva nel suo tempo, mangiando solo cibo biologico, nel freddo del nord della Spagna, in contatto con un sacco di studiosi in giro per il mondo allora conosciuto. Allora anche se non aveva la chiarezza di pensiero e l'abilità nella scrittura in latino tipica di noi moderni contemporanei è giusto quello che dice il finale dell'introduzione del testo spagnolo. Va visto con simpatia dai futuri, oggi contemporanei, che fanno in fretta a giudicare un suffisso ma che continuano ad essere agitati dagli stessi timori esistenziali e trascendentali.
- le eresie, oggi così facili da identificare e valutare, sono alternative ad una linea di pensiero poi risultata vincente. In realtà molte sono state "incorporate", senza mai dirlo, altre sarebbero state profetiche, altre solo folli. Ma in un mondo dove dire che possono esistere delle alternative al liberismo significa rischiare di prendere qualche manganellata sulla testa forse ci sarebbe da pensare qualcosa, chissà.

Troppo bubbo!
In forma solutio
Ieri coi libri, ma di carta, che ho comprato (e poi lo dico bene di uno perché è bubbissimo) cera anche una bustina di caffè.

Infatti con l'ordine si poteva avere un assaggio omaggio e io allora lo preso.

E' arrivata una bustina bella cicciotta, un segnalibro e un cartoncino (buono come segnalibro anchesso, di quella carta contemporanea ripassata nella plastica in modo da eternizzarla).

Oggi ho aperto la bustina e cera un sacco di caffé! Guardo ma non vedo che dica che è per tanti. Vabbé, meglio no? Prendo un cucchiaino e lo metto nella tazza ma era strano, finefine.

Poi mi sono ricordato che non esiste solo il caffè solubile!

Troppo bubbo!

19 gennaio 2012

In finis
Quello della nave mi pare finito per l'attenzione del Bubboni.

Solo due punti meli segno perché passano la media di che ciascuno fa la sua parte, sempre indipendentemente da tutto.

1) quello che forse era colpa del computer e che non ci si deve fidare.
Ho addirittura verificato ed è un quasi 70enne. Meno male! Per un po' ho temuto che un simile eccesso di confusione mentale potesse non essere diagnosticato anche nei più giovani bubbi.

 2) quello che non va bene tollerare che le navi vadano fuori rotta, comera che facevano. Ancora una volta è vero che le strutture bubbe cambiano solo quando si schiantano, ed è triste vedere che senza un numero ancora imprecisato di morti i competenti autoritari "tollerano" quello che è intollerabile.
Peccato che ora abbiano solo paura di non farsi beccare, controsterzando verso una rigidità altrettanto pericolosa e non che siano istruiti che non si deve scegliere di strafottersene che tanto, male che vada, è colpa di qualcun altro.

E un punto bello, almeno uno!

Io non so e non capisco comè quello delle navi. Credevo che essere comandante era un po' come comprarsi il costume di quel personaggio degli spinaci (che forse è solo marinaio semplice, non so). In realtà nelle vacanze capita spesso di essere in nave, ma è comunque che ci vuole uno che giri le cose o tiri le corde, non so se è capitano o comandante o quello che gli dai i soldi del biglietto.

Anche quello che è l'ultimo ad abbandonare la nave credevo fosse un modo di dire, come quello che i topi sono i primi ad andarsene. Invece ipotizzo che ci sia una specie di organizzazione, forse ereditata dall'antichità, dai militari e dall'idea che la nave non fosse il contrario dello stato ma la sua istanza mobile, al contrario dei tempi contemporanei.

Ma in ogni caso, a prescindere dalle stupide credenze dei nanetti del pensiero passati, pare che i marini si siano ammutinati per far scappare i passeggeri senza averne ricevuto l'ordine e che questo abbia salvato moltissimi anche se, disgraziatamente, non tutti.

Ancora una volta ammutinati e disertori salvano le vite che autoritari e comandi lascerebbero ammollo.

Almeno un po' di bene ed autentico eroismo in un mare di pericolosa bubbità, autorità e tradizionalismo.

Troppo bubbo!

16 gennaio 2012

Bubbitatis regis
Ancora su quello della nave, tragica generatrice di bubberie.

1) Pare che un principe del regno abbia affermato che non ci sono i soldi per evitare il disastro ambientale, ma che potrebbero forse ricavarli da una tassa sul carburante movimentato dalle navi.

Sembra quello della stupida tassa sulle transacciones financieras. Tranquillo che se continuate così di navi che movimentano carburante cene saranno ben poche, con conseguente minor rischio ambientale e grandissimo risparmio per tutti.

2) Quello di passare vicino era "la prassi". Ma non cera nessuno a guardare di quelli che controllano? Mai?

3) L'allarme era che la mamma di una passeggera ha chiamato per chiedere soccorsi. Ma una nave si ferma per un ora a 150 metri dalla costa (anche se non si vede il buco da terra) e nessuno degli autoritari gliene importa? O non cerano? O non ci sono?

Quest'estate mi aveva chiamato l'attenzione che tra i bevitori di thé cè un servizio di volontari che con una torretta e un binocolo guardano la costa H24. Cè la cassettina per finanziarlo perché una volta era pubblico ma ora è, in ossequio alle leggi liberiste, coi volontari. Però guardano!

(Viceversa il non-cantiere della TAV è sorvegliato con tre turni e 90.000 € al giorno, forse perché non è sulle carte nautiche?).

4) La prensa insiste che senza luce le porte delle cabine si bloccano. Mi pare incredibile ma, se è davvero vero, non è che qualche principe del regno potrebbe far scrivere una norma minima di graceful decay? O sarebbe poi contro le norme europe* per la circolazione dei beni?

E magari metterla anche per le porte dei condomini, sempre che l'europ* lo possa tollerare.

Troppo bubbo!