17 novembre 2009

Strettamente vietato

"Può essere usato solo da persone adulte" dice perentorio il tubetto, schivando il concetto di maggiore età per arrivare a quello, ben più restrittivo, di "adulto". Ma anche il fatto che la lista degli ingredienti la scrivano in latino mi preoccupa ed insospettisce.

Dopotutto dovrebbe essere un normale dentifricio.

Troppo bubbo!

15 novembre 2009

Il vomito di Himmler

Mi ha colpito sentire (poi cercherò il relato preciso, intanto m'appunto) che una delle volte che Himmler visitò il campo di sterminio di Auschwitz, oltre al funzionamento delle camere a gas che aveva voluto gli fu fatto assistere ad un picchiaggio selvaggio di donne con dei bastoni.

E alla vista di quella ferocia bestiale contro esseri inermi vomitò e non volle vedere altri spettacoli simili.

Massè lui che progettava lo sterminio aveva bisogno di una berriera psicologica che isolava l'umanità naturale dalla bestialità nazista, quanto più noi semplici bubbi non avremo bisogno di essere ovattati anche dagli effetti delle guerre di pace, dall'allevamento commerciale degli animali da carne, dalla tortura degli oppositori, dalla tratta di prostitute, dalla barbarie delle truppe di pace, ecc. ecc. ecc.?

Eppure viviamo in mezzo alla cristallina trasparenza informativa. Inizio a pensare che mettano antivomianti nel cibo o che siamo meno esseri umani di un nazista.

Troppo bubbo!

Ipobubbo

Nella piccola metro della città dei gianduiotti c'è un # d'ingresso riservato. Comè, come non è, è come tutti gli altri # ma un piccolo adesivo lo distingue.

Uno tutto bubbo mette il suo bigliettino e il # non si apre, ritrova, traffica, soffia, liscia, niente. Quindi prova quello accanto e funziona.

Ora se quello è il # riservato agli ipovedenti perché non si apre quando uno non vede l'adesivo che dice che è riservato agli ipovedenti?

Troppo bubbo!

09 novembre 2009

Fine dei numeri

Già lo sospettavo vedendo che i prodotti non hanno un numero che li identifica univocamente ugualeuguale sul prodotto e sul sito. Se compri una cosa che davanti c'è scritto BUB-101 sul sito il codice prodotto è del tipo 238332 e lo trovi solo sul sito locale della Bubbazia perchè sulle altre nazioni quel prodotto non esiste.

Ma ora ho la prova che ho comprato una SIM nuova nuova. Mi hanno dato una bustina di inquinoplastica incartata, sigillata, con il pin segreto e tutto.

Vado, da buon cliente, sul sito a registrarmi per tutte le bubberie e autorizzare a tutto e c'è la parte di portabilità. Ci clikko per vedere comè che poi la faccio e che ci trovo:

Con questo servizio sei sempre aggiornato sulla tua richiesta di Portabilità del Numero.
Data richiesta : 29/02/2008
Numero provvisorio : +39xxxx
Numero altro gestore: +39yyyy
Stato* richiesta : Annullata su richiesta del cliente
Data prevista di Cambio Numero: 11/03/2008


Mi hanno dato un numero usato! L'anno scorso qualche altro bubbo aveva questo numero (cheppoi si scancella perché porto l'altro)!

Però il mio sospetto è confermato: i numeri sono scarsi e non tantitanti come fanno credere i matematici per darsi importanza.

Troppo bubbo!

08 novembre 2009

Per me

Come già dicevo un indizio di bubbità sicuro è l'uso (improprio) del "secondo me". La sua versione politica è il "per me".

Capisco che una società individualista oltre il limite del vantaggio privato non si presti molto a ragionare in termini di senso dello stato, diritti universiali & C. però il "per me" è un po' corto quando si tratta di ragionare in senso politico.

Per me il codice penale potrebbe anche non esistere, non è perché esiste che io non delinquo e comunque non delinquo. Per me la legge sull'aborto potrebbe anche non esserci, dato che sono bubbo e non bubba. Per me il tale politicante potrebbe anche essere ammazzato vivo, dato che non mi interessa la sua sorte da vivo o da morto. Per me la mafia potrebbe anche uscire dal governo, tanto non li ho votati. Ecc.

Ma se voglio ragionare meno bubbamente, allora il "per me" è inappropriato. Per me, cercando di capire i diritti umani, la costituzione, il giusto, il sensato, il razionale, ... allora ne consegue questo e quello. Per me, ma anche per tutti gli altri.

Troppo bubbo!

06 novembre 2009

Ode allo straccio

C'è uno che ha proposto di fare (a spese del pubblico pagante) uno straccio colorato enorme e di metterlo un palone di acciaione altrettanto enorme.

Talora sarebbe meglio che qualcuno trovasse utili consigli per rimediare a vari problemi ravanando nello spam anziché pretendere di rizzar bubberie in mezzo alla disoccupazione e cass'integrazione.

Troppo bubbo!

05 novembre 2009

Mondi

Un po' mi faccio pena che a tanti mesi dal decreto di espulsione ancora leggo i periodici delle tapas (vabbé, anche prima leggevo quelli solo quelli biz-internazional) e la radio delle tapas. E anche i video comici che scherzano sui problemi della OTA o delle pochissime autopiste che si paga (e che ho fatto dei traffici per non finirci che al GPS ancora gli gira la testa).

Però ho visto cheppoi non è neppure così sbagliato. Un po' mi ero accorto vedendo le manovre di sostegno della DX internazionale al colpo di stato che tanto è piaciuto anche al president. Ora, mi pare più la dx, bubbamente, hanno tanto il modo di dire che nella tale nazione già fanno [QUALSIASI BUBBERIA] e che quindi va bene.
Non solo, ma anche che tutti criticano la parte """opposta""" anche nelle altre nazioni e non solo della propria. Così ho visto un manifesto denigratorio di una supposta legislazione delle tapas ma messo tra le pizze.

Però è bubbo che questi traffici di calcio-politica internazionale rispettano appieno la teoria della comunicazione bubba. Il bubbo vede cose che non capisce, le espressa con parole che non rappresentano quello che vorrebbe dire e che, comunque, sono capite male da un bubbo che ascolta e che a sua volta non le capisce.
Ma in più c'è che tutto questo processo bubbo si applica solo su alcune cose (più o meno non vere e malcapite) che voltavolta interessano il mercato politico o mediatico del momento. Non tutto diventa una clava ma solo quello che sembrerebbe servire.

Così tra le cose delle tapas che non ho visto criticare dai pizzaioli ci sono le cose che fanno il contrario. Ad esempio gli aiuti alla mafia perché abbia voglia di costruire delle centrali nucleari non corrispondono che si diffondono le notizie sul piano energetico, che in bolletta c'è scritto quanto materiale mortale hai prodotto quel mese, gli allarmi delle centrali attuali o sui test ai pampini che erano li quando cera il neutrino maligno fuori dalla gabbia.

Ma anche quelle belle non si dicono cheppoi tutti le vogliono. Ad esempio la legge di dipendenza che è bellissima ma non si può dire. Il succo sarebbe che se uno famigliare deve occuparsi dei genitori anziani o di un famigliare che gli serve aiuto per tanti motivi lo stato lo paga, gli fa i corsi e tutto. Economicamente è bello perché lo stato spende molto meno, umanamente è meglio se si occupa uno delle famiglia, e anche per il bubbo che aiuta è meglio perché può farlo con meno cariera e soldi ma non senza soldi del tutto, eppure non si può dire.

Troppo bubbo!

03 novembre 2009

Progresso

Siamo a novembre, è già iniziato il biz-natale e tutte le riviste escono con il numero di dicembre.
Siamo nel 2009 e tutti i prodotti software sono in versione '2010'.

Ma non è che al tempo manca qualcosa?

Troppo bubbo!

L'inizio del cambiamento

Nella città gianduiotta c'è un boom nel numero di televisori abbandonati per strada.

Liberarsi così della macchinetta per il rincoglioniment* catodico è criminale, ma potrebbe essere l'ultimo gesto degno di un telecomandato prima di un cambiamento sociale di una bubbità epocale.

Troppo bubbo il cambiamento!

31 ottobre 2009

Costruire muri, abbattere persone

La retorica sui muri è bubbissma. La retorica vuole che i muri crollano e tutti sono contenti e i muri non ci sono più perché nella capitale dei wuster non c'è più.

Poi uno guarda e vede che un governo ha pagato 150 milioni di euro per un muro militar-elettronico in mezzo al deserto. Uuuu, solo 150 milioni? No, gli altri 150 li mette una nota congrega di stati che non è mai abbastanza accusata di essere una fortezza.

Così i muri non solo ci sono, ma si buttano 300 milioni di euro che potrebbero facilmente essere usati per sistemare quelli che fuggendo dalla morte saranno ammazzati su quel muro. Senza considerare che fuggono dalla morte causata dai rapinatori che il muro lo costruiscono.

Murus salvationes ladronis mortem pauperis. Pizzaiolim europe*que erigerit defensa armatis. Nil salvationes, retoricas alimentatio sicuratio.

Ma la retorica non è nota per avere la vista acuta ma solo la lingua sciolta, non vede il muro ma lo costruisce.

Troppo bubbo!

29 ottobre 2009

Il pendolo della retorica

Ora il punto non è che la crisi c'è o non c'è, c'era o non c'era, anche sul medesimo periodico dove nessuno si dà pena di riscontrare la contraddizione.

Il punto è che la crisi è passata (quindi c'era! o no? non interessa a nessuno).

Solo che sarà la decima volta che è passata! Insomma la crisi passa, ma passa così tante volte che tra un po' non c'è più niente!

Troppo bubbo!

La nota rara

Chi non sente altro, pover@, non ti sente mai
Eppure neppure io riesco a sentirti

Un amplificatore tutto MOS e bubberie non riesce. Tutto fa ma giammai riesce.
Senza energia o con 1000 W non può crearti per difetto di tecnica e scienza.

Nel monte remoto, sippure lontano dall'autostrada, non ceri.
Il vento ti ha portato via in un soffio.

Nell'abisso profondo quasi ceri, ma la vita non si ferma neppure sottoterra e un battito di cuore ti ha portato 1000 metri più in giù, dove solo vive il batterio post-mafia-nucleare.
Se c'è vita non ti trovo, ma non sei nella morte che sempre assorda.

Solo nella mente ti trovo, o ti cerco, nel crepaccio tra due note.
Perchè il crepaccio esiste solo nel ghiacciaio,
ma non c'è giacciaio senza crepaccio
e non c'è musica senza silenzio.


Tutto poeta e musico, cercando il brano più lungo che mi piacesse e stesse in 0.99 € ho provato a cercare per un compositore che usa un piano accordato su scala armonica (qualsiasi cosa significhi) che mi piaceva.
Non cera però, finalmente, ho visto che sul sito della pia società che lo edita vendevano gli mp3.

Finalmente! Da anni volevo ascoltarmi questo CD ma il traffico della spedizione mi scoraggiava. Un download evvia. Mapprima ho ascoltato i 30 secondi per controllare che fosse proprio quello che cercavo.

Eqqui casca il bubbo! 30 secondi per della musica classica contemporanea (a Bubboni)??? Ma all'inizio ci sono appena un paio di note e il resto silenzio, va selezionato benebene il pezzetto per trovarne uno pienopieno!

Troppo bubbo!

27 ottobre 2009

Pater rostrum o misererum?

Alle volte i markettari si adattano al mondo bubbo, ma altre volte fanno di tutto per fastidiare il bubbo che, comunque è il principale acquirente di qualsiasi bubberia si metta in vendita.

Questa volta mi hanno dato un codicillo per scaricare un brano mp3 da un sito che, senza codicillo, li vende un tanto al pezzo.

Sembrava facile e invece è un incubo bubbo.

I brani sono milioni, vabbé pensavo bastasse andare un po' per genere e con il preascolto di 30 secondini il giuoco è fatto.

Macché. I brani hanno prezzi diversi a seconda della durata (principalmente) e, con un po' di click, si arriva a vedere quali sono i più lunghi e cari.

Quindi, vuole il ragionamento bubbo, per usare bene il buono è meglio prendere un brano lungo e caro. Maqqui iniziano le grane. Siamo sicuri che oltre il 13:05 non ci sia nulla? Non è che si può rallentare un po' il tempo, stiracchiare la battuta e arrivamo anche oltre i 2.49€?

Un Pater rostrum gregoriano deve perforza essere meglio (bubbamente ed economicamente) di un misererum corale? Senza contare che non tutte le registrazioni sono buone e, un po', lacustica va anche nel conto.

Dura selectionis homus aeconomicus, Bubbonis sententia.

Troppo bubbo!

26 ottobre 2009

La cura digitale

Non è tanto in riferimento all'ennesima storia di infedeltà al Valore Supremo del politicante (che è la fedeltà a chi lo aiuta a godersi il potere), ma è che si vede tra i cul* e i video col telefonino la solita storia di incapacità di gestire i medi digitali.

E' il solito conflitto tra politicanti e tecnologie che una volta si chiamavano nuove e oggi tutti maneggiano tranne chi passa il tempo a regolarl1e nell'interesse esclusivo di qualche amico.

Tuttavia mi sono accorto che, mutatis mutandem (ma a video spento), il pericolo della rappresentazione digitale distorsionata come una foto a bassa risoluzione è sempre in agguato, anche per il bubbo buono.

Metto un esempio così mi ricordo a perenne memoria. Dopo aver acquistato una bella cuffietta che isola dalle grida dei bubbi circostanti e fa un bel suono ho scritto al costruttore. E mi ha risposto dicendo che interpellavano il marketing per vedere cosa fare.

Mi lamentavo che allegata alla cuffia c'è un coso avvolgicavo cioè un pezzo di plastica tutto sagomato ed asolato ma nessuno capisce come va usato bene.

La mia lagnanza è lecita, tanto che la ditta mi ha risposto a mano, ma cosa sarebbe se, dopomorto, dell'augusto pensiero bubbo rimanesse solo questa carta? Non i libri, che non ho ancora scritto, non le recensioni ai libri che li elogiano, non i premi letterali che ne certificano la bontà, non le mail e le chat che disegnano i complessi contatti con altri bubbi opinatori. Nulla di nulla, solo una lagnanza per una questione che, in un mondo che muore, sembra limitata.

Quanti morti per guerra e fame il giorno della lettera dell'avvolgicavo? Quanti soldi alla mafia delle grosse opere mentre il cavo non stava al suo posto? Quanto inchiostro dei pennivendoli a favore delle centrali costruite dalla camorra mentre la ricerca delle istruzioni non portava a nessun risultato?

Mah, faccio un backup. Non sia mai che di tanta bubbità da morto ne resti poca e sembri, falsamente, poco bubbo.

Troppo, ma troppo bubbo!

25 ottobre 2009

Ancora un'ora

Tutti accusavano il tale partito di dormire.
Da dentro dicevano che una volta nominato il capo si sarebbero svegliati.
Quando scelgono il capo?
Il giorno che si dorme un'ora in più!

Troppo bubbo!

24 ottobre 2009

Lo stile bubbo

Vedo sulle riviste di articoli finti gli articoli dove si esplica lo stile di bubbi famosi e lo stile delle cose (che sarebbe che le compri) e mi pare un aspetto bubbo della bubbità del consumo.

Due stili mi pare bene che mi appunti.

Lo stile di guida del bubbo. Molti sono gli stili bubbi, ma quello che trovo più bubbo è lo stile "folle" che uso spesso. Lo uso perché fin da piccolo guidavo auto che non avevano tuttetutte le marce e lo stile folle era il più adatto sul piano inclinato e meccanicistico. Due sono le modalità della guida folle: - quella a spinta, quando il bolide non parte o non riparte - quella inerziale, quando parti e metti in folle fino a quando proprioproprio non va più avanti. Guidando quasi solo di notte, quando i semafori lampeggiano, lo stile folle inerziale è il più elegante e bubbo. Ha le sue difficoltà, richiede una buona conoscenza del terreno e della psicologia degli altri veicoli, ma ha anche grandi vantaggi energetici. L'unica difficoltà è quella di dondolare sul sedile per cercare di sfruttare al massimo il bolide e l'abitudine a tenere la testa bassa per cercare di fare ancora un altro metro anche se la velocità è oramai 3 all'ora.
Quello a spinta è lo stile del bubbo che non vuole chiedere mai, anche se sono io stesso stupito di quante volte dei bubbi volenterosi mi hanno aiutato gentilmente in alcuni passaggi difficili come le salite o i tentativi di ripartenza.

Lo stile informatico è l'altro stile e mi pare bubbo vedere come si dilaga. Oltre a parlare scambiando e mescolando in continuazione indicativo presente e futuro, certezza e possibilità ipoteticamente remota, lo stile informatico è caratterizzato dall'incapacità totale di capire e di spiegare le cose. Sono contento che un mondo che non aveva questo stile, quello dell'utente TV (abituato a attaccare antenna e rete, accendere e fine) è ora rivoluzionato dal digitale. Milioni di apparecchi ora funzionano su canali che non sono '1', '2', o '3' ma che richiedono una matematica molto più sofisticata per arrivare a '00', 'AV1' o 'Line3'. E operazioni tipo 'premo 1 e vedo l'uno' ora fanno ridere per la carica di superstizione che contengono. Ora milioni accendono due apparecchi, uno lo mettono su AV1, l'altro su '58' e vedono l'uno fino alla prossima riassegnazione dei mux con conseguente riscansione e FORSE funziona. Per me che non ho la TV è bello vedere questa confusione, questa rassegnazione a non registrare, i manuali scarni e sempre inutili con i loro avvisi importanti senza importanza, il senso di sconforto che dilaga perché l'apparecchio è tuo ma la rete no. Chissà che non ne venga fuori qualcosa di bubbo.

Intanto ne è venuto fuori che uno ha capito che è una grande criticità non avere il vettore giusto al momento buono. La ricetta che ha fatto fuori il tuo nemico l'impari fin troppo bene. E se codesto pelato si convince che il prossimo vettore è l'IP c'è già da spaventarsi adesso.

Troppo bubbo!

23 ottobre 2009

La mentalità del costruttore

Come manca al bubbo consumatore moderno la mentalità del costruttore!
Mi segno un punto soprattutto che distingue i due tipi di bubbo: quello di usare quello che si ha o quello di volere quello che non si ha.

Leggevo l'editoriale di un bubbo elettronico che vede, come il Bubboni, il futuro lungo nel led e non nella lampadina a basso consumo che però continua ad usare lampade a filamento.
Ma il bubbo non è antiecologista, è che la forza misteriosa del sole lo fornisce di tutta l'energia che butta in un oggetto che trasforma in luce il 6% della corrente che ciuccia!
Se produci la scelta buona può essere quella di non sostituire cose che hai con quelle che, sporcando e rubando materie prime, si vendono.

Ma si tratta di produzione distribuita come il consumo, insomma non c'è ciccia per le organizzazioni criminali che amano i grandi impianti centralizzati e militarizzati, fatti tutti con la rapina di materiali che non sono locali.

Troppo bubbo!

22 ottobre 2009

Luoghi comuni e frasi fatte

Alla manifestazione cera un gruppo con un nome bello ma che ha il suo aspetto bubbo: "Luoghi comuni". E lungo il percorso, ma non è la prima volta, cerano delle etichette che pubblicizzavano un corso di dizione.

Tutto biziness mi pare che ci sarebbe un mercato. Corsi di dizione per gli spiker delle manifestazioni (anche se gli accenti regionali degli indigeni sono bubbissimi) e un servizio di redazione volantini.

Vabbè quello dei volantini non si ricava sul piano biziness ma dal fatto che mi piacerebbe un sacco scrivere i testi coi "luoghi comuni" e anche con un po' di frasi fatte.

Ah, come vorrei cavalcare la tigre di carta dei luoghi comuni e, con la forza della penna, essere una spada a doppio taglio che afferma alti ideali scuotendo le coscienze dalle fondamente e bubbe bubbità volando alto e guardando al domani con fiducia bubba e costante impegno!

E come sarebbe bubbo selezionare un autore di luoghi comuni e frasi fatte, esaminando i CV con attenzione e comprovando le referenze!

Troppo bubbo!