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Lo sforzo e il risultato

Anche io miravo il video che è quasi a nueve milliones che l'hanno visto.

Siccome c'è una canzone che magari è proprietà di qualche amico non lo metto, mi segno solo un disegno senza senso ma che hanno messo sul video probabilmente per facilitare il pigro motore di ricerca e che il disegno sarebbe [일소라] 일반인 고등학생  (però è bello il disegno, magari poi mi esplico come fanno e lo metto anche io, è più bubbo del tag e ugualmente insensato).

Ma quella che canta non è professionale. Forse è una estudiante anche se ha un vestito tipo i cartoni animati che lo escluderebbe e non la più classica divisa imposta dall'apposito mercato per il segmento specifico degli estudianti ribelli e trasgressivi. In definitiva mi sa che è una ma che, essendo un'altra, fa l'attrice.

Il punto però è che, per complesse questioni sociologiche che riguardano i pampini rompipalle, la insegnanza obbligatoria e la limitata quantità di persone intelligenti con una popolazione crescente, è contemporaneo apprezzare lo sforzo anziché riconoscere e valutare solo il risultato.

Per contro Bubboni, forte della sua chiarezza di pensamento, apprezza solo il risultato, dato che se uno è bubbo lo fa bene e senza sforzo. Anzi, sostiene il Bubboni, fare bene ma sforzandosi è segno di scarsa professionalità.

Così il video è bubbo, ma si nota che quella che canta è concentrata, si impegna. Anche quello che suona non si capisce ma a me pare che non stia anche ciattando con il mobile ogni momento, o tirando palline di carta alla bubba che canta, ma è come se suonasse con tutte le diditina e basta! Allora questi sono segni di scarsa professionalità e limitata bubbità.

Mah, forse è davvero una scuola ma di un'altro mondo. O forse è solo troppo bubbo per capirsi, ma davvero

Troppo bubbo!

Commenti

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Il punto 4

Uno potrebbe opinare che la dichiarazione ma non la legge nessuno e effettivamente le prime frasi sono tali da scoraggiare qualsiasi ipotesi di proseguire a perdere tempo.

Mami pare bello che in un testo che ha lo scopo preciso di non dire nulla e quindi di piacere a qualsiasi politicante, vicino o lontato chessia dalle lezioni, ecco in un testo così hanno avuto la pazienza di alabare l'industria bellica, di augurarsi nuovi conflitti con morti altrui e di sognare che un giorno anche i partiti di "sinistra" possano essere pacifisti perché tutta la spesa di guerra  "è decisa dall'Europ*, non da noi".

Insomma nel male di un testo spazzatura ecco che sorge il bene di una pappatoria politica ed economica ma di livello europ*. Certo qualcuno ci mette di morti, ma questo è solo un limite alla lungimiranza non un crimine che qualcuno si sia dato pena di condannare o, almeno, di mirare.

E così il blabla contro questa istanza di europ* resta alle lagnanze precedenti …

Cercasi?

Tutti i periodici cè quello della lettera per riprendersi la sovranità dei bevitori di thè.
Però non trovo quanto pagano le spie e come.

Infatti è ovvio che, come si usa tra nazioni ed enti democratici, sarebbe assurdo andare a una trattativa senza avere comprato delle spie. E' vero che sono abbastanza bubbi da scrivere tutti i trattati (e quanti ne scrivono!) coi piedi, senza prevedere bene che se uno si ficca in una cosa ma che non può uscire è e sarà pericolosissimo, però non prenderei neppure in considerazione di trattare senza l'illusione di avere delle informazioni extra.

Ma non riportano i prezzi e se li pagano ma coi soldi o passaporti o cosa.
Però di una cosa si può essere certi: le spie vorrano essere pagate come ma per tirarsi fuori dagli enti che trattano, certi che loro che possono scegliere non vogliono essere sudditi di simili strutture.

Troppo bubbo!
- Leggere bubbo rende bubbo, anzi troppo bubbo - 

P.S.: Bubboni è ovviamente disponibile a sostenere le trattative…

In stile

Ho cambiato lo stile ma in modo più bubbo.
Ora ogni parola sembra chissàcchè, più grande, più vuota, circondata da più spazio ma colorato.

Insomma lo stile ma contemporaneo.

Troppo bubbo!
- Leggere bubbo rende bubbo, anzi troppo bubbo -