18 settembre 2017

Segmentazione economica delle caste
Ho visto in una vetrina una macchina ma che aveva l'aria tutta bubba e extralusso e cera il prezzo.
Strano. E' una di quelle macchine che se chiedi il prezzo è certo che non tela puoi permettere.

Ma quello esposto era il prezzo del modellino metallico lungo tipo 6-7 centimetri che stava nella sua scatolina di plastico-cartonicino anch'essa in vetrina.

70 euri.

Troppo bubbo!
- Leggere bubbo rende bubbo, anzi troppo bubbo -
La riscrittura e la rilettura
Ora che è stato soluzionato quello del premio di fedeltà, parte la  campagna lettorale pizzaiola.
E, un po' come talune notizie, sono le primissime quelle informative del pensamento e della linea d'attacco, poi seguono le rezioni a stimoli esogeni che pertanto non veicolano più informazioni sulla linea di pensamento.

Peccato non poter indicare un articolo di periodico che mi pare abbia le keywords della campagna per tutto il pilastro delle questioni economiche e lavorali. L'articolo uno lo legge è opina che l'abbia scritto un ragazzo di massimo 18 anni. Assolutamente non perché è banale, mal scritto, con le maiuscole o punteggiatura ab cazzum, ma perché se conosci i fatti istorici di progressione industriale e infrastrutturale accuratamente citati e tutti interpretati è inevitabile osservare che ricadono tutti in tre categorie:
- falsi (le cose non sono quelle dette, i dati pubblici dimostrano il contrario ad un osservatore neutro, ecc.)
- distorti (una pagliuzza diventa un mammuth e viceversa, le priorità sono scambiate, ecc.)
- finti-non-capiti (fanno cantare i bubbi e dicono che tuona ma perché serve a vendere ombrelli, ecc.)

Ora che l'articolo conteneva le keywords non lo sapevo. Poi lo leggo, poi miro altre notizie... toh, c'è una delle frasi dell'articolo, un sito, toh non dicono chila fatto (cioè è del Partito) e riprende i concetti dell'articolo e i dati falsi/distorti/finti-non-capiti.

Allora credo di aver trovato i pensamento che ora ricicciato in mille forme e da mille fonti "indipendenti" è la campagna del Partito sui temi economici e lavorali.

Allora il concetto di base è una reinvenzione della historia economica pizzaiola per dire che:
- i antichi erano bravi ma anche un po' stupidi e allora non siamo tutti ricchi.
- è vero che cera la crisi ma ora è come se fosse praticamente pressoché immediatamente istantamente quasi ma di poco finita. (chi dice il contrario sarebbe un pessimista panciafichista antipatriottico ma l'articolo non è ASSOLUTAMENTE d'attacco. Non cita neppure i populisti, falsi invalidi, furbetti del cartellino, antisistema, feccia in genere. No, non è la normale comunicazione del Partito, e quindi le ovvie categorie d'odio sono sublimate nel fatto che non cè alternativa ma sul piano historico e concettuale).
- tutti vogliono le grosse opere mafiose (in cui le aziende del Partito eccellono ma questo non cè bisogno ma di dirlo nell'articolo). E' vero che talune (senza dire quali) sono mal pensate ma altre (senza dire quali) sono quelle che tutti vogliono.
- il turismo, i cibi, delle tecnologie che ora neanche si sa bene quali sono faranno tutti ricchi e felici.
- non è possibile dire cose diverse da queste, sono tutti d'accordo e i dati sono chiari e semplici.

In sintesi questa riscrittura e reinvenzione della storia industriale ed economica è la base per una narrazione fiabesca del futuro che, nel corso della campagna, diventerà accessibile solo grazie al Partito.

Insomma è bello vedere ricomparire turismo, cibo e tecnologie in occasione della campagna elettrorale. Speriamo soprattutto nel cibo che se mi invitano che presentano la storia riscritta io, sesi magna, vado a sentire il passato come non è mai stato a patto che il presente sia fresco e non precotto.

Troppo bubbo!
- Leggere bubbo rende bubbo, anzi troppo bubbo -

11 settembre 2017

Il [NUMERO]
Qui non ci sono mai i [NOMI] sennon nella forma adatta alla democrazia.
Mami ha colpito vedere che ora anche i numeri non si possono dire. Sui periodici cè quello della manifestazione indipendentista a cui sono andati ma oltre un [NUMERO] di persone.

Ma un [NUMERO] non è una cifra democraticamente compatibile, per la stessa logica per cui un referendus popolare è il simbolo istesso dell'antidemocrazia.

Però si può dire "migliaia", "centinaia di migliaia" o "alcune centinaia di migliaia".

Insomma non tutti i numeri sono igualmente democratici, meglio quindi non correre rischi ed esprimerli in notazione democratica come [NUMERO].

Troppo bubbo!
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Tempi duri per i furbetti del cartellino!
Una delle categorie in cui il Partito suddivide la feccia verso cui indirizzare l'odio settimanale è stabilmente quella dei furbetti del cartellino. Credevo fosse una categoria solo pizzaiola ma probabilmente la standardizzazione della lotta contro i populismi ha causato un travaso anche delle altre categorie di odio a livello europe*.

Così nella palestra dei poveri prima cerano i tornelli all'ingresso con il magnete ma uscendo il tornello girava sempre.
Ora hanno messo due varchi anti orsi, con le griglie a tutta altezza antiscavalco e i bastoni anticoda.
Le sbarre girano con il codice a barre MA anche per uscire ci vuole la tesserina.

Così è finita per i furbetti che entravano, facevano una corsetta e uscivano! Adesso i tempi sono rilevati con precisione e se uno resta in palestra per poco tempo lo pescano e gliela fanno pagare! Populisti!

Troppo bubbo!
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03 settembre 2017

Dal sin alla derivata seconda
Una volta si diceva che questa era la società "sin", mentre quelle antiche erano le società "con".

Infatti nell'antichità nei biscotti cera "con più burro! con più zucchero!", poi si era passati al "¡sin azúcar!" o "¡sin aceite de bubbalma!" o anche "¡sin OGM!", come prosecuzione logica degli historici "¡sin conservantes ni colorantes!" oltre al tipico "senza preservativi" che usano tanto nella lingua del thé.

Ma oggi la comunicazione si è evoluzionata e dalla matematica dello zero siamo passati oltre. Dice l'incarto dei biscotti pizzaioli "per un minore aumento della bubbemia".

Non è ancora un ragionamento sugli effetti della microgravità che sia ha avvicinando un biscotto alla lingua ma piano piano anche il tradizionalismo biscottaro inizia a contare.

Troppo bubbo!
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02 settembre 2017

Della natura aggregativa
Stavo cercando di capire bene quello del PIL e non riuscivo. Ma ora dovrei averlo capito.

Il problema era comè che quello del PIL cresce ma tra le pizze i segnali e gli indicatori dei progresso nella miseria sono così abbondanti e concordi?

C'è da dire che a me manca quello del 2007. Secondo i grafici, ma anche ricicciati, quello è l'anno in cui i pizzaioli erano tutti ricchi però io non cero e allora l'aspetto visivo della ricchezza non lo riesco a comparare.
Invece quello della miseria non è solo più facile da vedere mirandolo ogni qualche mese, ma è anche che, pur nettando l'incremento di miseria dalla deindustrializzazione che gli è affine ma distinta, mille e mille indicatori concordano.

Allora quello del PIL, che non lo sto a dire ma con i dati, è che essendo un indicatore aggregativo economico non permette di ricavare sempre e comunque l'impatto di quel fenomeno sociale che è la miseria e nello specifico nella sua forma pizzaiola.

Infatti mentre i fenomeni sociali sono localizzati alle caste e specifici nel loro segno positivo o negativo (cioè è distinto avere la panza piena o vuota), i dati economici aggregativi sono identici anche nei giochi sperequativi a somma zero e non distinguno il burro dai cannoni.

Uno potrebbe chiedersi "ma tanto ci potrà anche essere un qualche ragionamento moraleggiante, ma se i poveri sono più poveri ma i ricchi sono più ricchi allora poi anche i poveri diventeranno ricchi" (cosa che i economisti del filone più umanitario ritengano che possa avvenire agevolmente in un altra vita dei poveri).
O anche, lo stesso di prima, potrebbe chiedersi "ma burro o cannoni comunque creano occupazione e ricchezza, poco importa chi dei due è più utile all'esercito in caso di sconfitta".

Ebbene no, in realità la natura aggregativa nasconde e mescola dati certi con dati ipotetici, crollo di produzione con erosione dei risparmi, sussistenza e dimagrimento con espansione e ingrasso.

Allora è quello la esplicazione del PIL. Non è un indicatore buono per capire tanti degli effetti della deindustrializzazione (per alcuni invece si) per la sua istessa natura che non lo consente.

Comunque resta un indicatore bubbo, anzi

Troppo bubbo!
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