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Visualizzazione dei post da Agosto, 2012

"[VERBO] tutti!"

Spesso dicono i vecchi sull'autobus [VERBO] tutti!", come commentario e proposta di soluzione a largo spettro rispetto la situazione politico-economica pizzaiola che patiscono, nonostante la propaganda sempre più ossessiva ed integrale.

Per me, che sono antimilitarista, è solo un modo per sottolineare la distanza tra caste e per espressare quello stato di paura e miseria che solo un professore dell'idiozia poteva consolidare così in profondità.

Ma ora vedo che anche nei negozi, e non solo i vecchi, dicono lo stesso. La reazione degli astanti varia. Chi finge di non aver sentito, chi concorda davvero, chi concorda per dare ragione ai pazzi.

La mia è di stupore. Sul piano dei contenuti ovviamente dissento senza il minimo dubbio: è vero che [VERBO] tutti, o anche solo qualcuno, cambierebbe fortemente lo scenario, ricacciandone tanti nelle fogne, ma sono convinto che [VERBO] denota quell'inutile impazienza verso Colei che tutti pareggia e che gli dei del tempo punsicono c…

La sintesi

Al bubbo contemporaneo piace la sintesi minimalista, forse perché dà l'idea di essere facilmente comprensibile, forse per la ricerca eterna di quella vitina o di quella procedura che, se girata o attuata, soluzionerebbe tutti i problemi.

Eppure negli scenari dove questo metodo di cercare la sintesi sarebbe buono spesso non si usa, bubbamente e quivi melo appunto.

Il metodo sarebbe quello di vedere i frutti per capire l'albero. Ad esempio anche io, che non sono agricolo, se vedo, chessò, dei tigli freschi che pendono da un albero capisco subito che quell'albero è un tiglio!

Il caso mi veniva perché leggevo un articolo di uno che criticava i prenditori pizzaioli che non è vero quello del costo del lavoro che è alto e che sono tutte scuse per non innovare e fare i prenditori moderni come gli esteri.

E' un articolo superficiale e non vale la pena di mirarlo ma non sarebbe meglio ragionare al contrario, mirando ai frutti? Tra le pizze è in corso la deindustrializzazione, or…

Di quello recluso e libero

Effettivamente volevo dire di quello libero ma rinchiuso e che forse esce senza che lo uccidano i terroristi ma legalmente.

Due sono i punti bubbi:

- quello che si considera un periodista. A parte la prensa specializzata, che non è come la prensa che serve per i fini di mantenimento e gestione del potere contemporaneo, sono abituato a mettere i periodisti nella cassettina degli strumenti della propaganda. Poi magari uno sene distanzia e lo ammazzano anche, ma di primo pregiudizio quella è la collocazione difettosa. Così mi colpì quando uscì quello che si erano perse delle cose, perché non credevo che fossero cose periodistiche ma historiche. Quello che è uscito è materiale per i futuri, non per chi cerca i dispacci della propaganda quotidiana. Anche perché, per la propaganda, la risposta è stata ovvia: si sapeva già, non cè nulla di nuovo. In realtà non è che i terroristi lo stiano comprando per ucciderlo perché ai bubbi gli è esplosa la testa dalla noia derivante dalle notizie vecchi…

Officium feminam

Già mi ero appuntato che una delle attività di propaganda internazionale dei assassini dell'ETA consisteva che in cada paese di propaganda e per cada uditorio uno (volenteroso ed onesto ma non troppo informato) ritrovasse le sue keyword e i suoi pregiudizi. Quindi cera che erano di sinistra e antiliberisti o più a destra e conservatori a seconda del posto che cera la propaganda.

Fin qui intristisce ma era la loro strategia internazionale, ben finanziata e anche ben studiata. Infatti si poggia su due pilastri della comunicazione che sono la conferma dei pregiudizi e quello che (derivato dalla guerra fredda) che gli amici dei miei nemici sono miei nemici, che i nemici dei miei nemici sono miei amici e via combinando secondo le logiche senza testa e senza morale ma ben applicate.

Infatti la logica da usare in questi casi è sempre quella di rifiuto delle armi e basta. Uccidi? Fai attentati? Allora sei mio nemico, sia che tu sia uno nazione democratica (che è facile), sia una dittatura…

In nomine movis

Discutevo con Bubbazzi che diceva che i nomi veri di tutte le pellicole hanno il punto, i trattini o sono corti ma non gli spazi.

Ovviamente per il gusto di non essere d'accordo con Bubbazzi ci dicevo che non è vero che anche hanno gli spazi. Ma in realtà non è che ne abbia mai visti con gli spazi.

Magari chiedo a un vecchio analfabeta digitale e a un nativo sene hanno mai visti, ma ho come li dea che talora capire le domande è ben più difficile che dare le risposte.

Troppo bubbo!

Mutatis momentus

Avendo poco tempo per scrivere e più per meditare è inevitabile giungere a bubberie più grosse, ma anche a vedere il complesso e meno il dettaglio che presto si dimentica.

Così dei titoli bubbi della prensa pizzaiola, ritrasformati dalla memoria, poco resta sennon che a credere nel liberismo sono poi più quelli che lo criticano che i veri liberisti, intenti a comprare oro e a nascondere i soldi in valuta da qualche parte che poi arriva lo sviluppo e diventano tutti ricchi.

Mi ricordo che i pizzaioli celebravano un fascista innovatore (sembra impossibile che un fascista innovi, ma l'idea di uccidere i civili con i gas o le deportazioni e i massacri furono innovazioni grandissime nella pratica delle guerre, incluse le moderne guerre di pace, e furono passaggi essenziali per la historia della seconda guerra mondiale) con oltre 127 milaeuri di soldi delle tasse senza che nessun altro ente nutrito con le stesse risorse si permetta di verificare gli scontrini (pratica che, a quanto pare, …