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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

Detto e parodiato

Nonera mai successo che mettessi tanti video quissotto ma che non ho fatto io però è che sono il basamento di tutto un pensamento sulla situazione ma contemporanea.
Amemi incuriosiscono queste cose che sono strettamente del loro tempo, una specie di orologi con calendario ma in forma diversa che espressano con precisione assoluta una situazione di tempo complessa e con tante dimensioni.
Così è del tempo l'anuncio "originale" ultraeditato e bubbo, ma quello che ne marca l'epoca sono le parodie.
Cenè mille e mille ma cadauna di quelle che mi sono appuntato è rilevante e historica ma per un motivo o perla ltro. Ma anche che 1) cè l'anuncio 2) cisono le parodie è historico ma tanto.
 E poi le lotterie: mi chiedo come fanno a venderle a milioni e milioni senza ridere a crepapelle pensando al famoso libro ma di una volta.

Così poi uno siri corda che cerano le parodie che una volta gli antichi non sapevano fare i video perché avevano le ditina grosse e i tablet pesantis…

Cum alteri medium

Tra lo spam cè sempre tanto che hanno bloccato la carta e di mettere i dati ma sul sito truffaldino che mi chiedevo comera quando davvero hanno bloccato la carta.

Hanno mandato come una mail ma di carta tutta scritta gridando che dice di telefonare ad un numero che però non è quello che dice il sitio o la carta.

Troppo bubbo!

Due cose che ho imparato ma dappoco

Uno. Questo non è l'inno patrio di nessuna nazione (ma allora qualè quello [AGGETTIVO DELLA NAZIONE]? Boh? Ach, ero proprio convinto!)

Due. Io credevo che la prensa pizzaiola mettevano la faccia un attore comico quando poi dicevano delle cretinate solenni di politica, ma come cosa per far ridere. Invece era la faccia ma vera di uno che tutti alabano come politicante rex del Partit* e che dice davvero quelle cretinate!

Tre. Meglio che quando parlo coi pizzaioli non dica cosa opino.

Troppo bubbo!

In paralleli propagandae vitae

La furia delle cose daffare mi strabatta sueeggiù prima che possa oppormici, ma almeno due punti meli appunto.

Uno è quello dei pampini morti. Mi chiedevo se questanno erano meno o uguali esse la comunicazione variava per la crisis financiera. Invece no, i pampini morti sono direi stabili con appena un inizio ma tipo quando è anni chennon telefoni e poi dici "ah, ti è morto il gatto a cui eri affezzionato, mi spiace" (e questo sarebbe come dire l'inizio della lettera ma di carta che accenna alla crisis) "maddigià che ti sento ma dopo anni mi presti mica il disco di Bubb'rock che melo copio?" (e questo sarebbe lo scopo della lettera dei pampini morti).

Due è quello che oramai dell'euro B si parla da così tanto nei giri professionali edè già noioso. Ma questa è la mia condanna del futuro, del resto. Un po' come vedevo che cera che parlavano delle impressore 3D o del 4G ma come se fossero cose innovatore. E a me tocca mirare i primi articoli dell'a…

Spatium magnum impippatus

Mi pare di una bubbità cosmica quello che scrivono qui.

Anziché essere agitati che hanno tirato una massa di spazzatura nello spazio e sulle capoccie di non si sa ancora chi sene impippano completamente, radicalmente, pseudoscientificamente.

Poche parole che traspaiono di bubbità anzi di

Troppa bubbità!

Bubbitatis visionis post-mortus

Non so se è che era insolitamente caldo, chero stanco e in macchina fermo ad aspettare e che non avevo voglia di studiare ma quello che diceva l'aradio poi è diventato chero come morto ma di me parlavano Critico e Criticone.

Facendo ordine all'aradio uno parlava che il tale non conosceva Mars, infatti la sua biblioteca dopo morto laveva la fondazione degli studi sul tale e non cera Mars e allora non lo conosceva.
Allora mi sono spaventato perché io il grosso dei libri li ho letti ma in verticale o nonerano miei e poi li ho ridati e allora poi, per assurdo, muoio e dicono che non li ho letti!

Poi però mi sono confuso e sentivo Critico che diceva:
"Il Bubboni nel suo mai scritto "De bubbinis eloquentia" fa riferimento all'illuminismo ma rispondendo ai commentari di Bubborno e, in generale, della scuola dei wuster con la senape forte."

E Criticone diceva:
"Non è vero! Nella biblioteca di Bubboni non ci sono libri di Bubborno e quindi non lo sapeva!"…

Omnies intonemus "Tea culpa"

Già miero appuntato di quando cera quello della guerra e tutti chiedevano agli dei di essere (ma loro chelo chiedevano) più buoni e grassi così non ci sarebbe stata la guerra.

Allo stesso modo è impressionante il clamore che sale dal coro dei bubbi pizzaioli su quello della crisis financiera. Mentre tra i mangiatori di tapas è chiaro che la 'crisis' è più correttamente da chiamare 'truffa', tra le pizze sono ancora lì a credere che poi ci sarà la recuperazione economica, la risurrezione dei suicidi, la restituzione dei soldi che i governi e gli amici hanno rubato e tutto come se non fosse mai successo niente.

Ma fin qui non è raro. Se uno si nutre di propaganda è logico cheppoi gli si otturi il cervello e che non riesca più a leggere i dati sociali che vede e quelle economici che abbondano in tutta clarità.

Però quello che è indice di bubbità, e pertanto da memorare benebene, è l'idea che la crisis cè come colpa del bubbino e che se il bubbino evoluziona allora la …