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Visualizzazione dei post da Settembre, 2006

Capire un cazz* - La telefonia mobile

L'arretratezza e gli errori della telefonia mobile sono palesi all'occhio del bubbo esperto. A parte le ancora future versioni del WiMax, il 3G è assolutamente inadatto per il traffico dati, scala male, parte da una visione confusa dell'IP, i teminali sono idioti (non nel senso di 'dumb', nel senso di 'stupid'), ecc. ecc.
I domini .mobi sono un ulteriore conferma dello spaventoso livello di confusione "mentale" in cui versano i bubbi telco e loro fornitori.

Tuttavia sono tecnologie usate da più di 2 G-bubbi mondiali tutti i giorni e con cui un abile gestore può riempirsi le tasche ben bene per ancora molti anni. Ok discutere del bit e della modulazione, ma non è poi tutta spazzatura.

Alla radio ho sentito solo le ultime frasi fuoriuscite da un bubbo che spiegava come la parte mobile di un operatore monopolista è praticamente inutile, potrebbe essere venduta senza storire, e comunque l'operatore farebbe meglio a dedicarsi a tecnologie più utili e …

01005

La miniaturizzazione dei componenti elettronici è una di quelle enormi trasformazioni tecnologiche che bubbamente sembrano banali. Dopo un po' anche i pennivendoli si sono stufati di dire che il tal oggetto, utilissimo per i "cervelli elettronici" era diventato grosso come "un pacchetto di sigarette" o come "una scatola di cerini".

Capendo cosa c'è dentro la scatola è difficile considerare come banali questi cambiamenti, tuttavia la posizione del pennivendolo è comprensibile e descrive bene uno dei tanti danni della divulgazione della pseudoscienza.

Così quando ho visto dei componenti SMD con case 01005 ovvimente destinati alla produzione di massa ho percepito l'enorme distanza tra tecnologia e bubbo.

Aggiustare ciò che si guasta è uno dei migliori modi per essere sicuri di "detenere" davvero una tecnologia. Per questo vedere (per modo di dire) oggetti che non sembrano destinati a questo mondo è interessante. Appena prodotto l'ogge…

Il bubbo moderno nell'advertising dei servizi

Alle volte può succedere di trascurare il ruolo del bubbo nel moderno advertising. E' ovviamente un errore, soprattutto in considerazione del fatto che il target dei servizi di massa è costituito in misura rilevante da bubbi.
Riporto (se è reato tolgo la figura, basta chiedere) un esempio dalla campagna per il car-sharing in corso presso la città gianduiotta.
Giustamente per raffigurare il generico utente che sceglie il car-sharing sulla base di motivazioni egoistico-economiche è stato usato un attore truccato da bubbo.

Ottima scelta! Si potrebbe anche trasformare l'attore in star, giusto per favorire l'identificazione dei bubbini con un role-model positivo. Troppo bubbo!

Autentica pizza

Uno dei temi con cui i pennivendoli ventilano sempre volentieri le gengive è la necessità che la tale azienda rimanga italiana.
Quando poi il nuovo inserzionista pagante è estero i pennivendoli si chetano, ma non prima di aver venduto il loro pezzo di pagina.

Ma quale azienda è italiana? Non può dipendere dai capitali che sono sempre internazionali e privi di odore, non dalla nazionalità del grande bubbo altrimenti sarebbero italiane società assolutamente estere (anche se il principio che la nazionalità del re si estende ai bubbini è valido), non dal dove si pagano le tasse altrimenti mezzo listino è apolide o marziano e neppure dalla nazionalità dei bubbini lavoratori che vanno spesso dall'est all'estremo est senza passare per la pizza (e poi i bubbini non possono essere un criterio).

Ad esempio una nota compagnia, fallita contabilmente ma mai morta, cucca soldi dallo stato solo perchè i caponi sono italioti e praticano il magna magna ad altissimo livello. Più pizzaiollo di così…

Il bubbo con la penna all'orecchio

Il mortadella si è impegnato (cioè ha impegnato il paese della pizza) ad aiutare la Cina negli sforzi per abolire l'embargo alla vedita di armi che 17 anni le appioppò l'EU.

Il mortadella vuole vendere armi e si impegna per libero commercio.

Ben fatto! Liberismo, armi e politica estera: la mescola del grande statista bubbo, dc e pacifista.

Arricchire lu ragno e se stessi

In Giapponi la TV mattutina faceva vedere spezzoni di telegiornali dal mondo. Tutti i TG erano pressochè uguali: tre fatti del giorno (gli stessi per tutto il mondo) con il commento di un governativo e di un oppositore per cada paese. Poi una notizia sul maltempo (pioggia o troppo caldo) riferita a regioni della nazione in oggetto. Così il giorno che si pubblicizza il nucleare lo si vede tutto il mondo bubbo.

Eppure quando il primo ministro delle tapas ha annunciato un percorso per l'uscita dal nucleare del suo paese non ho visto il propagarsi di una grande eco globale.

Almeno il fatto di rispettare gli impegni elettorali avrebbe dovuto avere un po' di spazio in omaggio alla stranezza. Solo che la lobby atomica è oramai fuoriuscita dai rifugi antiatomici e dilaga censurando o pubblicizzando a piacimento.

Anche il mortadella incoraggia il nucleare ""civile"" ovunque si trovi, accontentando export girgioverde e papie in una sola stretta di mano ONU. Buono che le…

E' colpa del papie... o no?

Taluni bubbi ritengono che la causa di tutti i mali sia il fatto che il papie abbia scelto una certa citazione colta anzichè un'altra meno bubbica.

Sbagliano. Non esiste nessuna relazione tra il discorso magistrale in una univesità tedesca e il casino attuale, se non la necessità di rendere razionale, di scusare, di giustificare, di detonare, l'odio.

Come ha già spiegato l'autorevole Bubbo Bubboni parlando delle vignette, l'odio va cresciuto con cura, amore e concentrrazione. Non è spontaneo, non si diffonde tra deserti e paesini sperduti senza aiuto, non viaggia via etere in modo naturale.

Chi ha tradotto il discorso del papie? Chi lo ha ritagliato, stampato, radiodiffuso, spiegato e commentato? Chi lo ha diffuso anche in un paese dove la telefonia mobile si esercita senza licenza governativa e dove il massimo di controllo dei signori della guerra era di un paio di isolati?

Nella ns. società multirazzista l'odio è bidirezionale: odiamo e siamo odiati allo stesso tempo…

Il trionfo del bubbo

Qualche tempo fa ho sentito alla radio di un qualche presidente provinciale (già senatore, poi dc, oggi margherita) che aveva intitolato un fascicoletto sulle opportunità di lavoro per i giovani con la frase "Il lavoro rende liberi". Non si ricordava dove l'aveva sentita, gli piaceva e l'ha usata senza che nessuno dell'apparato comunale tipografico gli facesse notare la provenienza.
Poi, dopo che gli è stato insegnato quanto non aveva imparato a scuola, questo non si è scusato e non ha ammesso la propria ignoranza ma ha sostenuto che la frase andava bene così e che sarebbe stata cambiata solo nelle prossime edizioni dell'opuscolo.

Il pennivendolo intervistatore non ha detto, come avrebbe dovuto per completezza di informazione, "scusi ma lei è proprio un bubbo!".

Analogamente se qualcuno nella coda per il formaggio dice, "ehi, l'88 viene prima del 72! Ora tocca a me!", cosa gli si potrebbe dire? "Avanti bubbo!?!". Certe cose poss…

La monarchia

Quando sostengo in pubblico che nel paese della pizza vige un regime monarchico taluni cercano di correggermi dicendo "oligarchico!".
Già, i bubbini pensano che la monarchia sia il governo di uno, detto re, e che l'oligarchia sia il governo di un gruppo, detti potenti.

Questa definzione è errata perché viola una importante legge del potere manageriale (e quindi politico): avuto il potere ad ogni costo, il trionfatore smette completamente di decidere. Il re inteso come uno che decide quindi non esiste, ma esiste sempre una pletora di potentini che delegano ad altri rogne e responsabilità, traendo benefici e denari.

Nelle moderne monarchie non c'è solo il re: ci sono i suoi familiari, i parenti, gli amici, i nobili, i ricchi non nobili, i mafiosi, il clero, ecc. Ogniuno ha il suo orticello, i suoi benefici, le informazioni riservate, le amicizie, ecc. La monarchia è quindi composta da una rete di centinaia di bubbi che possono dire "io sono legato al re nella tal man…

In Giapponi - La vendetta della mobile televisioni

Ritorno dalla gita al Fuji. Sera, traffico lento, coda. Dall'autobus si vede bene l'interno delle auto. Quasi tutti hanno un display al centro del cruscotto.
Circa il 70% ha solo un GPS e sul display c'è una noiosa cartina.
Il resto, ha un video sul display. Non riesco a capire bene se si tratta di un DVD o della televisone, ma qualche caso di televisione c'è sicuramente.
Nessuno ha il display posteriore per rimbambire i bubbini molesti ma, siccome c'è ancora un giorno di festa prima del vero grande rientro, pochi trasportano bubbini.

Insomma lo spazio per la mobile TV c'è anche con la mia limitata statistica dal paese dei sushi. Se l'operatore mobile si distrae o se lavora troppo di piani tariffari... finirà come l'MP3 player vs. il cellulare.

Anche qui in metro il cellulare è complementato dall'MP3 player. Ora con le mini-SD lo scenario può cambiare, ma che incredibile occasione sprecata!
Intanto la Parigi gli utenti cercano allo stand Apple un iPhone c…

Serie

Per la serie "Capire un cazz*" presentiamo "Il bubbo e le onde elettromagnetiche":
I risultati dello studio hanno trovata vasta eco sulle prime pagine dei giornali e nei programmi televisivi, che si sono prodigati in consigli su come evitare gli effetti nocivi del telefonino tra i quali quello di tenere il telefonino in una di quelle borse isolanti usate dai fotografi per proteggere le pellicole dai raggi x degli aeroporti.

Non aggiungo commenti che tanto non mi farebbero ridere più di quanto possano fare i pennivendoli riuniti.

In Giapponi - La mobile televisioni

Ho visto più volte prendere delle descioni basandosi su un universo statistico pari a 1, soprattutto ad livelli bubbissimi. Es. il figlio del capone gioca online, il giorno dopo non si parla che dello sviluppo del gioco online e di quanto investirci.

Quindi non dovrei citare questo esempio perché nega due mie considerazioni sui servizi mobili. Bubbo Bubboni crede nella tv mobile (che, massacrata, dal marketing degli operatori con prezzi complicatissimi e altissimi può risorgere sulle auto, sulle memorie e in mille altre forme), ma il medesimo Bubbo Bubboni non crede nella videocomunicazione che, ovvio, non morirà ma non potrà crescere.

Eravamo sull'autobus di linea diretti verso il Fuji, mattina di domenica, traffico contenuto ma viaggio un po' lento. Il bubbo indigeno seduto davanti apre il cell, gira lo schermo e accende la mobile TV! Perfetto, proprio lo scenario vincente! Mi annoio, il cervello rallenta, mi rincretinisco del tutto con la mobile TV!
Lo zapping è come da noi, u…

Una questione di principio

Così dopo aver ascoltato la conf call che dover chiarire perché dar via un cellulare e dopo aver letto i giornali... poco è chiaro! Forse ha ragione il commento che servono $$$, forse c'è un'offerta che non si può rifiutare...
Cmq molto bubbe le ragioni "ufficiali" e i commenti degli analisti. Mi chiedo sempre se quelli che intervengono alla conf call sono bubbi o troppo bubbi! Ma come si fa a chiedere delle cazzat* simili quando ci sarebbe molto da chiedere! O loro sanno già? Boh?

Allora ufficialmente tutto parte dal fatto che sembra che il regolatore chieda questo. Se si ubbidisce le successive offerte saranno lanciate prima, perché il regolatore è contento. Però il regolatore è ancora da incontrare, ci vorranno sei mesi per vedere se è contento.
Giù a ridere. Se gli analisti capissero minimamente di cosa si parla sarebbero già sotto il tavolo morti dal ridere.
Per i giornali, invece, si parla di nuovi media, dell'accordo per i vecchi film, ecc.
Ok, stanno aspettand…

Baratto cellulare con TV

Boh, bubbamente affermo che non ho capito perché vendere i cellulari in cambio di qualche vecchio film e telegiornale telepilotato dai fasci.
I pennivendoli hanno gioco a smenazzare la convergenza, i nuovi media, ecc. ecc., ma al di la di queste balle perché liberarsi di una simpatica money machine?
Forse che non sia una scelta ""libera"" ma un obbligo bubbo derivante da dati e fatti che non sono accessibili ai bubbini?
Forse, anche se ogni tanto mi pare che qualche capone di seconda fila crede davvero alle bubberie markettare sui nuovi media! Viceversa i caponi di prima fila si accontentano del vecchio e noioso canone bimestrale.
Lo spettacolo migliore è quello più noiso. Molto bubbo media!

Giornata mondiale della concordia tra i popoli

Come bubbo utilizzatore di aerei, aereoporti, metropolitane e autobus vari
CONSIDERANDO
- i noti fatti dell'11 settembre (NY)
- dell'11 marzo (MADRID)
- dell'11 agosto (LONDRA, tentativo)
- del 7 e 27 luglio (LONDRA, non è l'11 ma fa lo stesso)

PROPONGO
che l'11 di cada mese sia dichiarato "Giornata mondiale della concordia tra i popoli".

In onore della "Giornata mondiale della concordia tra i popoli" gli aereoporti resteranno chiusi. Saranno però incoraggiati dei voli di istruzione per il personale delle aziende con esuberi organizzati dalle compagnie aeree con velivoli da rottamare.

Ohh, almeno i pennivendoli smetteranno di non-dire che l'11 volano in pochi, e di non-dire che c'è paura della guerra e potranno spiegare con foto e paroloni il trionfo armato dell'attuale pace.

In Giapponi - La comunicazioni

Non potendo leggere molto delle pubblicità del Giapponi non sono riuscito a farmi un'idea della loro evoluzione. Si percepisce che sono diverse per l'uso della grafica, dei fumetti, e qualche volta delle tecnologie (es. pannellone di plastica con immagini diverse a seconda dell'angolo di visuale, già ricordato come tecnologia avanzatissima).
Mi ha colpito la scritta sulla bottiglietta che ho appiccicato qui sopra.
Gli italioti globalizzati sono immersi in una comunicazione sempre più individualista: "ascolta la TUA sete", "IO compro il tal prodotto", "Il talaltro prodotto è per ME", ecc. Questo si nota moltissimo nell'allevamento dei bubbini, dove il naturale egoismo che l'evoluzione aveva pensato per garantire la sopravvivenza in un mondo di risorse alimentari scarse è incentivato al massimo dagli ""adulti"" in modo da autopunirsi per avere una vita non compatibile con il bubbino stesso. Il tutto generando consumator…

In Giapponi - I servizi mobili

Ricordo che una volta pensavo che si potevano copiare i servizi mobili dalle varie nazioni, selezionando quelli che avevano più successo.
Non troppo bovinamente, cercando di capire i key success factors e riproducendoli bene.
L'idea non è completamente sbagliata ma alle volte occorre una valutazione più attenta alla situazione socioculturale del paese dove il servizio X ha successo.
Es. giapponese: in un mese avrò visto 3 o 4 persone parlare al cellulare e ne avrò sentiti suonare due. Non è che sia sordo, è che il modo di usare il cellulare negli ambienti pubblici è diverso sia dal paese della pizza che da quello dei mobili a basso costo. Ho presente delle città dove non solo vedi uno che gesticola parlando al cellulare, ma puoi anche sentire ambo gli interlocutori dato che le conversazioni avvengono a +100 dB.
Nella metro di Tokyo metà dei bubbi dormono (e si svegliano miracolosamente a quella che sembra la fermata che cercavano), il 30% usa il cellulare, il 20% legge/guarda i bianch…

In Giapponi - L'innovazioni

E' vero o no che in Giapponi tutto è technologicamente avanzato?
Molto della risposta dipende dal punto di vista e dalla cultura dell'osservatore. Il tipico pennivendolo ovviamente rimane colpito dall'affollamento di lucine colorate del quartiere specializzato o dal cellulare UMTS ancora vivo tre piani sottoterra.
Tuttavia l'occhio del bubbo tecno vede le cose diversamente.
Intanto i prodotti sono gli stessi ma quello che cambia è la distribuzione. Es. se qui c'è ua mainboard (modello base, senza optionals) lì ci sono quattro modelli con diversa quantità di optionals. Bellissimo ma la mainboard è allo stesso livello tecnologico.
Si trovano cavetti ed accessori che qui non hanno nemmeno più voglia di mettere in fondo al manuale, tanto sono irreperibili/costosissimi/già rotti.
Vendono a bassissimo prezzo caricabatteria di emergenza per cellulari FOMA e CDMA, bene ma anche segno che batterie e consumi sono identici a quelli nostrani.

Ci sono dei vertici di innovazione in al…

Bubbone Sparone sottotitolato in spagnolo

El líder del PP (cioè del partito di centro-dx ora all'opposizione) mantiene que el presidente del Gobierno (cioè Zapatero) "miente" cuando califica la misión de Líbano como de paz. "Que no mienta, porque los soldados no van a la paz, van a la guerra de Líbano", afirmó.

Toh, qui c'è la "Guerra del Libano", lì c'è la missione di pace e per Bubbo Bubboni la "Guerra dell'ONU in Libano".

Point of views, come dicono taluni.

In Giapponi - Un tema complesso

Partiamo alla lontana e con una critica alla solita europeata.

Una volta i semafori erano messi sulla striscia di arresto + sul lato opposto della strada +, nel caso di incroci grandi e/o con molto traffico e/o con traffico pesante, anche penzolanti a centro incrocio.
Poi arriva l'euroburosauro e i semafori sono solo sulla striscia di arresto.
Questo fa si che:
1) se uno si porta più avanti della striscia di arresto;
2) se la striscia di arresto e/o il semaforo sono collocati bubbamente;
3) se uno è nella corsia 2 mentre nella 1 c'è un mezzo pesante;
4) altri casi più o meno bubbi;
quando scatta il verde se qualcuno riesce a vederlo deve strombazzare per par partire il veicolo che non può vedere il semaforo.
Ultimamente la cosa è peggiorata dato che si è intersecata un'altra europeata. Ci sono dei semafori SOLO per i pedoni che, essendo sul lato opposto, sono facilmente visibili agli automobilisti. Così alcuni partono senza cogliere la finezza dell'omino verde quando l'appo…

Bubbo Bubboni in Giapponi

Strano a dirsi ma il Giappone è diverso dal paese della pizza. Certo anche li hanno i bubbi fin dall'antichità, come dimostra la foto che ho personalmente fatto in un museo di cultura popolare. Tuttavia ci sono delle differenze profonde e, come al solito, difficili da capire se non si ascolta e guarda bene.

Un esempio. Prima di partire leggiamo un po' di siti con i racconti di altri turisti del paese della pizza. Uno di questi spiega della metro di Tokyo. Siccome il prezzo dipende dalla distanza (e dalla compagnia utilizzata, aggiungo io ma il bubbo turista non lo aveva capito/detto), è comodo usare una tessera a scalare. Si "timbra" al tornello di ingresso, quindi a quello di uscita e, potenza della tecnologia matematica, la macchinetta scala l'importo.
Orbene il bubbo sosteneva che se la tessera a scalare non ha abbastanza credito il tornello inizia a suonare, arriva un gruppetto di persone della vigilanza e ti multano.

In realtà succede che il tornello suona, arr…